In questo primo fine settimana autunnale, per condizione atmosferica e per ciclicità stagionale, siamo stati invitati a fare un bilancio della nostra attività professionale, come associazione di volontariato, V.A.DO., in ragione della presenza assistenziale nelle aree di accoglienza aquilane fin dalle primissime ore post-terremoto, in occasione del XI CONVEGNO NAZIONALE UFFICIALI MEDICI C.R.I., svoltosi a Salerno, dal 15 al 18-10-2009. L’invito ci è giunto, graditissimo, dagli stessi ufficiali medici che hanno direttamente collaborato nello scenario del sisma e gestito la logistica e l’organizzazione sanitaria nell’area del COM 1 (Centro Operativo Misto1-L’Aquila), oggi in via di chiusura definitiva.
L’evento di Salerno ha compreso, per grandi aree di interesse, la trattazione dei seguenti argomenti:
- la medicina d’urgenza sul campo;
- la Gestione Sanitaria delle Catastrofi;
- la Protezione della popolazione civile: la normativa internazionale.
V.A.DO. nella doppia veste di associazione assistenziale e scientifica ha partecipato attivamente al racconto di quei giorni difficili, presentando due esperienze maturate sul campo, in forma di poster, che hanno restituito visibilità e significato ad un lavoro silenzioso ma instancabile di un gruppetto caparbio e motivato di volontari. I due abstract hanno assunto un valore altamente simbolico ed evocativo, nell’ambito del convegno, dal momento che gli stessi Autori sono stati coinvolti sia come vittime che come attivi soccorritori. I due titoli: Esperienza clinica in un Presidio Medico Avanzato (PMA) nell’emergenza sisma di L’Aquila: studio osservazionale (Aprile-Maggio 2009); e: Dolore e catastrofi naturali: la nostra esperienza; già da soli riescono a sottolineare il solido presupposto scientifico che motiva l’attività dell’associazione V.A.DO. e la sua dedizione alla sofferenza umana nelle sue più varie sfumature. Per la verità è stato anche un modo di trarre, in breve, delle prime conclusioni sull’attività svolta e sulla progettualità presente e futura, dei singoli medici e del gruppo più attivo e solidale in seno all’associazione. Quello che firma, in questi due brevi reports, il consuntivo dell’ostinazione e dell’idealità, realizzato nelle forme di una presenza costante e fattiva, accanto alla popolazione aquilana. Mutilata di una parte dell’esistenza e della sua serenità. La soddisfazione di essere rimasti attivi, finora, in ausilio a tutte le forze di Protezione Civile dispiegate in campo, nasce dalla necessità di coerenza e dalla convinzione che la migliore risposta da dare a chi ci tende una mano è stringerla forte. Dignitosamente. Sapere di dovere ringraziare tanti, ma in fondo anche noi stessi. Con orgoglio e semplicità siamo rimasti ai nostri posti, certi che fosse l’unica strada da percorrere. Ora siamo di fronte alla fase della “ricostruzione” della nostra città e della nostra vita professionale (e personale) che richiede un impegno ancora più profondo e consistente. Il terremoto sei mesi dopo è questo: sentirsi al punto di partenza.






Non mi stancherò mai di dire che il lavoro più importante durante emergenze come quelle di L’Aquila è quello dei medici. Quello che voi ragazzi avete fatto durante questi sei mesi è davvero encomiabile! Vi invito a non mollare la presa adesso: il sisma del 6 aprile deve essere per voi un punto di partenza (intendo la vostra associazione).
Rinnovo la mia disponibilità a darvi una mano per la formazione burocratica-legale-pratica in protezione civile.
Avere un’associazione con una struttura e ruoli ben definiti rende più facile il vostro lavoro.
E’ difficile trovare in giro medici disposti a mettere il proprio tempo a disposizione d chi ne ha bisogno.
Infine vi comunico che la prossima emergenza di massa (sperando il più tardi possibile) mi permetterò di chiamarvi ad intervenire con me e la mia squadra sul luogo dell’emergenza. Inoltre, se vi fa piacere, sarà mia premura invitarvi alla nostra prossima esercitazione di protezione civile.
Non esitate a contattarmi per qualsiasi cosa.
Continuate così!!!!!!!!!
Volevo dire grazie. Grazie a quelli che sono stati sempre al loro posto, che non hanno mollato mai, quelli che hanno fatto il loro dovere di medici e anche di amici. Quelli che hanno vissuto il dolore in condivisione con gli altri, che si sono letteralmente rimboccati le maniche senza piangersi addosso, che tanto non serve a niente. Quelli che tentano un ritorno alla “normalità” (tra virgolette perché per noi non ci sarà mai più una normalità) e lo fanno lavorando come e anche più di prima per non avere tempo libero, perché nel tempo libero si pensa troppo e troppo tristemente. Quelli che in cambio di tutto quello che fanno per gli altri e per la loro città o paese non vogliono nulla, lo fanno perché pensano sia giusto così e basta. Quelli che sono i fatti che contano e le chiacchiere se le porta il vento. Visto che nessuno li ringrazierà mai, lo faccio io che, non essendo nessuno, rappresento tutti. Per me, pur essendo passati sei mesi, ogni giorno è il 7 Aprile, ogni mattina provo lo stesso sgomento nel constatare che non è stato solo un brutto sogno. Siamo al punto di partenza, è vero, ma ci siamo ed è questo che conta.
Permettetemi una piccola speculazione filosofica:se la vita e forse questo particolare momento storico si inseriscono sulla scia di …”un eterno ritorno dell’uguale”…, se ogni arrivo è un nuovo punto di partenza e se il combattere per migliorare il mondo in cui si vive nonostante le difficoltà, mi permetteranno di incontrare sul mio cammino ancora tutti voi che con me avete sofferto, avete pianto, avete sperato e lottato, allora sarò sempre pronto ad accogliere qualsiasi nuova sfida che il destino mi riserverà.
Ho conosciuto in quei giorni il vero volto di molte persone ed ho imparato a poter contare solo sull’aiuto di pochi, la cui grandezza però è stata la vera luce in un momento così buio.
Grazie a tutti perchè siete stati al mio fianco e spero che continueremo insieme a darci da fare per affrontare anche la sfida della ricostruzione…
Gli AC/DC cantavano:…”it’s long way to the top, if you wanna rock’n'roll…” e allora la strada in questo nostro caso è veramente lunga, ma come in una band rock, se tutti i componenti sono uniti e suonano in armonia con il piacere di suonare, la fatica di continuare a camminare nonostante la salita sarà meno dura da sopportare…
Salve ragazzi!Stasera per la prima volta dopo quel 6 sono ripassato per via XX Settembre!…Tanti i pensieri….Un anno questo in cui eventi,emozioni,paure,ricordi lasceranno un ricordo indelebile!Il punto fermo in tutti questi stravolgimenti sono state persone come voi,tante piccole luci che alimentano un fuoco più grande!La forza di guardare oltre, la volontà di riprendere e sentirsi più forti di prima,insieme! La realtà assume sfumature di luce diversa, apprezzare il più piccolo gesto e vivere ogni istante come un piccolo miracolo quotidiano!Noi ci siamo e vogliamo volare in alto.Un saluto dalla casa-container….